RESTAURO CONSERVATIVO

Restauro dei dossali lignei presso la Chiesa di San Giovanni Evangelista

Grazie al finanziamento della Fondazione di Venezia, al prezioso supporto dei tecnici della Soprintendenza e dell’accoglienza della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e dei suoi confratelli, a seguito dell’acqua granda che ha colpito Venezia a novembre 2019, UNISVE ha preso in carico il restauro dei dossali lignei della Chiesa di San Giovanni Evangelista, situata nel Sestriere di San Polo.

Nella navata centrale della Chiesa, i dossali lignei delle pareti nord (ingresso) e ovest (accesso al cimitero) presentavano uno stato conservativo precario aggravato dall’acqua alta arrivata a superare la seduta. Sono stati rilevati aloni e sbiancamenti sulle pedane e sugli scranni, dovuti ai residui dell’acqua alta e di sporcizia e sali, e molte fenditure e deformazioni già in atto aggravate dall’umidità e dall’acqua assorbita.
I dossali lignei della Cappella Donati, anch’essi sommersi fino alle sedute, presentavano depositi coerenti superficiali, alterazioni della finitura e problemi statici causati dal distacco dalle rispettive pareti.
All’interno della Cappella di Lourdes, invece, i dossali a ridosso dei lati lunghi avevano un discreto stato di conservazione materico e superficiale, ma una situazione statica prossima al collasso, ben riconoscibile dal cedimento della struttura nel punto di giunzione tra le specchiature superiori e le sedute.
L’intervento di restauro sui dossali lignei presenti sulla chiesa si è differenziato sulla base dello stato conservativo, in quanto i fenomeni di degrado individuati sono risultati molto simili per tutti i manufatti, ma diversificati per estensione ed entità.

La catalogazione con la numerazione dei singoli componenti e la relativa documentazione fotografica sono state le prime operazioni eseguite per ogni dossale, al fine di rendere corretto e funzionale il successivo rimontaggio di ogni elemento. Dopo lo smontaggio di ogni arredo ligneo, è stato eseguito il trattamento antitarlo, applicato sia a pennello sul retro che a siringa sul fronte, seguito dal consolidamento delle parti lignee del retro ancora recuperabili, e delle estremità dei fronti più infragilite dall’attacco xilofago, dai sali e dal contatto con la muratura. L’operazione si è sviluppata mediante l’applicazione di Paraloid B72 (eseguendo la curva a varie concentrazioni) sia a siringa che a pennello, reiterando i passaggi laddove il materiale risultava ancora sfibrato. Dal punto di vista strutturale invece sono state rimosse e sostituite tutte le tavole irrecuperabili con elementi analoghi per forma e dimensione in legno di larice, per garantirne stabilità e durevolezza. L’intervento è risultato più massivo sui dossali dell’aula centrale vista lo stato di degrado più avanzato riscontrato, soprattutto sulle specchiature della parte bassa.

Le sedute degli scranni, le cornici modanate e le mensole di appoggio delle parti basse dei dossali presenti sulle pareti nord e ovest dell’aula sono state recuperate, ma le strutture di sostegno e le tavole di fondo e, piccole parti della radica di rivestimento delle specchiature, sono state sostituite; il grado di marcescenza era troppo elevato per poterle consolidare e poi garantirne una corretta tenuta.
Sul retro si è inoltre provveduto ad eseguire una pulitura meccanica dei chiodi di fissaggio in buono stato e realmente funzionali, utilizzando spazzoline metalliche e vibroincisore, a cui è seguita la passivazione con acido tannico e protetti con applicazione di resina acrilica specifica per metallo.
I chiodi di pregressi interventi presenti sul fronte, incongrui e fonte di degrado (molti, rigonfiando per laminazione, hanno creato fenditure e mancanze) sono stati rimossi sempre meccanicamente con bisturi, pinzette e/o con vibroincisore.

La pulitura del fronte scolpito e decorato dei dossali ha previsto diversi passaggi. È stata eseguita innanzitutto la rimozione della cera superficiale utilizzando la solvente in forma libera, applicata a tamponcino con a seguire l’applicazione di una soluzione con tensioattivo anionico in bassa percentuale in acqua demineralizzata e acetone 1:1. Per asportare depositi superficiali più coesi sono stati invece utilizzati impacchi localizzati della medesima soluzione supportata in Nevek e/o in forma gelificata di Klucel al 2%.

Le piccole mancanze degli intagli e delle cornici sono state stuccate mediante resina bicomponente. Mentre le parti marcescenti e ammalorate non recuperali sono state rimosse e integrate con incalmi e inserti della medesima specie legnosa (noce nazionale), opportunamente sagomati. Le porzioni superficiali del fronte, particolarmente abrase dai sali e dall’umidità di risalita, sono state trattate con olio di papavero, prima carteggiando le aree che presentavano ancora fibre sollevate; il trattamento, applicato anche sulle integrazioni, ha avuto la funzione di nutrire lo xilema originale e saturare gli incalmi e gli inserti di legno nuovo.

Per tonalizzare cromaticamente gli inserti, sono state applicate a pennello Aniline all’Alcool, miscelate in diverse colorazioni a seconda della tonalità cromatica dell’area. Infine, è stata applicata, a ripresa della finitura originale, gommalacca disciolta in Alcool Etilico, applicata sia a stoppino (sulle superfici intagliate), sia a pennello (sulle superfici piane e lisce).

In previsione del rimontaggio a parete, sul retro di ogni dossale è stata manutentata la muratura con la spazzolatura per rimuovere scaglie e sali, la rimozione dell’intonaco cementizio ancora presente che aggravava la risalita capillare e il lavaggio con trattamento biocida ove necessario. Inoltre, per proteggere il retro dei dossali è stata fissata la barriera al vapore traspirante, finalizzata a limitare la migrazione dell’umidità di risalita dalle murature alla boiserie. Durante il rimontaggio e fissaggio dei dossali alle pareti, sono stati applicati nuovi distanziatori in legno di larice di sezione 5×3 cm, fissati al muro e ai dossali con viti di acciaio inox. A sostenere le varie parti (cornicione, specchiature e scranni) sono state utilizzate nuove staffe, anch’esse in acciaio inox, atte ad ancorare e sostenere la struttura, sia nei punti preesistenti, sia nei nuovi punti necessari a riequilibrare lo scarico del peso sulla muratura e sulla parte bassa. L’ultima operazione ha visto la stuccatura delle piccole mancanze, dei fori di sfarfallamento dei tarli, delle fessurazioni ecc. (già risarcite sottolivello) mediante l’applicazione dello stucco-cera pigmentato, calibrando il colore a seconda dell’area.

Per quanto concerne sui dossali e i confessionali della chiesa, in accordo con la Soprintendenza, sono state eseguite piccole modifiche alle pedane. Al fine di rendere mobili questi elementi per garantire la pulizia ordinaria della pavimentazione anche nelle aree celate, si è provveduto a rendere mobili gli zoccoli frontale di ogni pedana. L’intervento è stato realizzato grazie al Fondo Acqua Alta istituito dalla Fondazione di Venezia, per far fronte ai danni causati dall’alta marea eccezionale che ha colpito la laguna veneta nel novembre 2019. Il fondo è stato sostenuto da Acri, Fondazione Cariparo, Fondazione Carivit, Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti e Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, all’interno di un’azione di sistema da parte del mondo delle fondazioni di origine bancaria.

In questi scatti possiamo vedere la primissima fase di smontaggio dell’arredo ligneo, a cui è seguito il trattamento antitarlo.